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Focus sul mercato

Indice del dollaro ai massimi di 18 mesi: come le major si muovono insieme e dove divergono

Comprendere la dispersione tra le major attraverso due lenti: il driver condiviso e le variabili proprie di ciascuna valuta.

Editoriale Pocket Forex · 8 minuti di lettura
Dollar index at an 18-month high: how the majors move together and where they diverge

Un pilota, declinazioni molto diverse

Il 14 ottobre l'indice del dollaro ha chiuso a 102,53, in rialzo dello 0,33% su base giornaliera e al massimo in 18 mesi. Nella stessa seduta EUR/USD si è attestato a 1.1151, GBP/USD a 1.3194, USD/JPY a 158.29, AUD/USD a 0.6970 e USD/CAD a 1.4235. Il dollaro si è rafforzato nei confronti delle principali valute a tutti i livelli, ma in misura notevolmente diversa.

Capire che la dispersione vale di più che memorizzare ogni singolo livello.

Il driver condiviso: le aspettative di tasso

Il motore principale di questo movimento del dollaro è una rivalutazione delle aspettative sui tassi. L'IPC statunitense di settembre è aumentato del 3,7% su base annua e dello 0,6% su base mensile, entrambi al di sopra delle aspettative, spingendo la probabilità cumulativa di un ulteriore aumento prima della fine dell'anno sopra l'85%. I rendimenti dei titoli del Tesoro a breve termine sono aumentati, ampliando direttamente il vantaggio tariffario del dollaro.

Divergenza uno: chi sta stringendo al passo

L'inflazione nell'area euro a settembre è salita al 3,8% rispetto alla stima iniziale, e la BCE aveva già alzato il tasso sui depositi al 2,50% a settembre. Quando anche la controparte stringe, il ritmo con cui il differenziale si allarga è contenuto, motivo per cui il declino dell'euro è stato relativamente limitato. Quando la controparte è allentata o in attesa, la direzione della coppia è molto più chiara.

Divergenza due: chi ha una variabile indipendente

Lo yen è trainato da due variabili contemporaneamente: le aspettative sul tasso del dollaro e il ritmo di rialzo della Banca del Giappone. La BoJ ha alzato il tasso di riferimento all'1,25% il 18 settembre e si prevede che la riunione del 30 ottobre si terrà lasciando spazio per dicembre. Questa combinazione di inasprimenti simultanei da entrambe le parti fa sì che il cambio USD/JPY oscilli tra 157,60 e 159,00 invece di seguire l’indice del dollaro uno a uno.

Divergenza tre: chi è legato alle merci

Le materie prime hanno un peso maggiore nel prezzo del dollaro australiano e canadese. Il greggio Brent sopra i 106 dollari, in rialzo di circa il 70% su base annua, fornisce un certo supporto alle valute legate alle materie prime. Ma l’OPEC ha tagliato le sue previsioni di crescita della domanda globale di petrolio nel 2026 da 1,4 milioni di barili al giorno all’inizio dell’anno a 400.000, e una prospettiva di domanda più debole limita la durata di tale supporto.

Trasformare la dispersione in una watchlist

Quando l’indice del dollaro cambia tendenza, costruisci una lista di controllo attorno a tre domande: la controparte banca centrale sta inasprendo al passo, la valuta ha una variabile indipendente e l’economia è fortemente dipendente dalle materie prime? Le risposte determinano quale coppia merita attenzione in ogni dato movimento del dollaro.

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